
Cosa intendo per Trattamenti
I trattamenti che svolgo in studio, indipendentemente dalla tecnica utilizzata, nascono con un’unica intenzione: accompagnare la persona nel ritrovare il proprio equilibrio psicofisico, sostenendola nel suo percorso di benessere più autentico.
Il corpo è un messaggero meraviglioso. Quando qualcosa si incrina, quando compare una disarmonia, sta sempre parlando di qualcosa di più profondo, di radicato. Per questo non mi concentro direttamente sul disturbo — che considero solo la punta dell’iceberg — e invito sempre a rivolgersi ai professionisti sanitari per ciò che compete loro.
Nel mio lavoro, invece, insieme alla persona, ci muoviamo con delicatezza verso l’origine, verso quel punto nascosto in cui tutto ha avuto inizio.
È un po’ come togliere, strato dopo strato, ciò che appesantisce: vecchi ricordi, abitudini, tensioni, emozioni trattenute. Come una cipolla che, piano piano, si alleggerisce.
Perché spesso il vero ostacolo non è ciò che viviamo, ma la nostra resistenza al cambiamento, la paura di lasciare andare ciò che ormai non ci appartiene più.
Eppure la Vita è movimento continuo, e a dimenticarlo è quasi sempre la nostra mente, che vorrebbe avere tutto sotto un controllo che, in realtà, è solo un’illusione.
A volte, durante un percorso di trattamenti, può accadere che dopo un miglioramento iniziale arrivi un momento di apparente regressione, che dura poche ore o qualche giorno. È del tutto naturale e ha due motivi principali:
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Ciò che deve andarsene, prima deve emergere.
Blocchi accumulati in anni di vita, emozioni ereditate o esperienze che abbiamo lasciato in sospeso, quando si liberano possono attraversare la superficie mostrando i loro sintomi.
È un po’ come pulire una stanza: prima si solleva la polvere, poi si riorganizzano i mobili, infine si lascia entrare l’aria nuova. Ciò che è vecchio non si soffoca: lo si lascia uscire dalla sua “finestra”. -
Quando la vitalità cresce, il sistema va a sciogliere ciò che è più antico e profondo.
Dopo le prime sedute, quando gran parte della “pesantezza” iniziale è stata liberata, il corpo e l’energia possono finalmente occuparsi dei nodi più complessi, elaborandoli e trasformandoli per poterli lasciare andare.
Nella vita quotidiana tutto questo accade raramente, perché il sistema spesso non ha energia sufficiente: è impegnato a gestire lo stress, l’alimentazione, spesso sbagliata, i pensieri pesanti, i ritmi frenetici.
Quando però l’energia aumenta, aumenta anche la forza di affrontare e risolvere ciò che da tempo aspetta di essere visto.
Desidero ricordare che non esiste una bacchetta magica. Nessuna tecnica può sostituire il nostro personale atto di sincerità verso noi stessi. Se non mettiamo in discussione le nostre abitudini, il nostro modo di percepire il mondo, ciò che ci fa male, nessun intervento esterno può davvero trasformarci.
Il lavoro interiore è fondamentale e nessuno può compierlo al nostro posto.
Siamo qui per evolvere. Aprirci al dialogo con noi stessi, accogliere la possibilità di cambiare e liberarci di ciò che ci danneggia — dalle piccole alle grandi cose — è il dono più prezioso che possiamo farci.
La Natura ce lo insegna da sempre: lascia andare i rami secchi, non oppone resistenza al fluire delle stagioni. E anche noi abitiamo un corpo, il nostro unico e vero Tempio. Merita rispetto, ascolto, cura.
Ricordo infine che i trattamenti che eseguo non sono prestazioni sanitarie e non intendono sostituirsi ad esse. Credo profondamente che la collaborazione tra diversi punti di vista sia la via più saggia per ritrovare il proprio benEssere.













